Imperial bedrooms, Bret Easton Ellis, Einaudi, 2010.
Per la stesura del suo ultimo agghiacciante romanzo, “Imperial Bedrooms”, Bret Easton Ellis sceglie di radunare lo stesso cast di personaggi del più noto “Meno di zero“, romanzo d’esordio di cui Ellis ripropone il contesto.
Venticinque anni dopo le vicende di “Meno di Zero”, l’autore di “American Psycho” riesuma Clay, ormai quarantacinquenne che, dopo quattro anni trascorsi a NewYork, torna a Los Angeles nel periodo natalizio per occuparsi del casting del suo nuovo film.
A Los Angeles Clay si imbatte negli amici del vecchio giro, tutti inesorabilmente contaminati dalla dilagante ondata di vuoto di senso che sembra imperare senza ostacoli.
“Su di noi avevano fatto un film. Il film era tratto da un libro scritto da una persona che conoscevamo. Il libro era il semplice racconto di quattro settimane trascorse nella città in cui siamo cresciuti e in linea di massima era un ritratto fedele.” Continue reading “Bret Easton Ellis: Imperial Bedrooms” »
L’intermittenza, Andrea Camilleri, Mondadori, 2010.
“Al lavoro che nobilita l’uomo” è la nota con cui Camilleri decide di introdurci alla lettura del suo ultimo romanzo “L’intermittenza”.
Rintracciare poi qualcosa di nobile nelle azioni dei personaggi è cosa piuttosto complicata.
“Parliamo di cose serie. L’hai preparato il compitino?… Titolo? La responsabilità sociale ed etica dell’impresa. Lei alza gli occhi e lo guarda: devo ridere?”
Un thriller finanziario con cui si ha la sensazione di avere una certa familiarità.
Una grande azienda, dei dirigenti dal profilo etico discutibile, sexy segretarie con un livello di idiozia piuttosto alto alle quali vengono affidati ignobili compiti, talvolta anche a loro insaputa. Ed infine i dipendenti, quelli che pagano il prezzo delle azioni degli squali che siedono sulle poltrone comode e che naturalmente antepongono a tutto i propri personali interessi. Continue reading “Andrea Camilleri: L’intermittenza” »
Testimone inconsapevole, Gianrico Carofiglio, Sellerio, 2002.
“Due terzi di quello che vediamo è dietro i nostri occhi”.
Mi avventuro per la prima volta nella lettura di un legal thriller e scelgo di farlo partendo da Gianrico Carofiglio.
“Testimone inconsapevole” è il primo romanzo di Carofiglio, costruito su un tessuto narrativo che alterna il vissuto personale del protagonista con le vicende giudiziarie di cui si occupa.
L’avvocato Guerrieri irrompe sulla scena assumendo la difesa di Abdou Thiam, venditore ambulante senegalese accusato di aver ucciso e occultato il cadavere di un minore, Francesco Rubino, scomparso dalla casa al mare dei nonni in un tardo pomeriggio d’estate.
Elemento dell’accusa: la testimonianza schiacciante del proprietario di un bar.
Il mio primo incontro con il “giallo giudiziario” ha generato in me una serie di aspettative che sono stata costretta a smantellare nel corso della lettura. Continue reading “Gianrico Carofiglio: Testimone inconsapevole” »
“Follia”, Patrick McGrath, Adelphi 1996.
“Già, l’amore, parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?”
Non so esattamente come questo romanzo mi sia potuto sfuggire per così tanto tempo.
Non è recentissimo infatti “Follia” di Patrick Mcgrath, ma sicuramente imperdibile.
Ho iniziato la lettura di “Follia” perché mi incuriosiva l’autore, del quale non ho letto altro, e perché mi inquietava un po’ il suo stile narrativo sin dalla prima pagina, tanto che nel giro di un paio di giorni mi sono ritrovata all’ultima, con un po’ di affanno e sgomento.
E’ difficile ripercorrere un romanzo come “Follia” dopo averlo ingurgitato in un solo colpo.
E’ un viaggio veloce, quasi aggressivo, nelle vite dei due personaggi che animano il romanzo, i cui profili e comportamenti vengono raccontati da uno degli psichiatri del manicomio che fa da cornice a questa tormentata storia d’amore. Continue reading “Patrick McGrath: Follia” »
“Accabadora”, Michela Murgia, Eiunaudi 2009.
“Non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada”.
Nella Sardegna degli anni 50, per le strade di Soreni si percepisce il fruscìo di una gonna: è il passo dell’ultima madre.
Il suo ventre non si è mai aperto, non ha generato altre vite, eppure di vite lei se ne intende, specie di quelle che stanno per fuggire altrove.
“Acabar” in spagnolo significa finire, l’accabadora in Sardegna è colei che pone fine alla vita.
E mentre nel 2010 ancora ci battiamo per sostenere o respingere la pratica dell’eutanasia, Michela Murgia ci propone una Sardegna ben organizzata al riguardo, che con circa 60 anni di vantaggio si piega al cospetto dell’ineluttabilità del destino e affida all’accabadora il delicato compito di traghettare il malato terminale all’uscio della morte, e mentre lui oltrepassa il confine della vita terrena lei affretta il suo passo e si dilegua nella notte. Continue reading “Michela Murgia: Accabadora” »
Lo scorso venerdì presso la Feltrinelli della Galleria Sordi, in Via del Corso a Roma, ha avuto luogo la presentazione dell’ultimo romanzo di Diego De Silva: “Mia suocera beve” ed io ho finalmente incontrato e intervistato l’autore.
Lo scrittore napoletano, che si è presentato all’evento seguendo tempi molto romani, alla provocazione di una persona presente in sala, che gli ha lanciato la frecciata “dura la vita dello scrittore”, ha replicato con la sua flemmatica ironia “sempre meglio che lavorare”!
Affiancato dall’attore Dario Cassini (Zelig, Colorado Café) che ha condotto il reading e animato il dibattito, De Silva ci ha accompagnati alla scoperta del suo affezionato personaggio Vincenzo Malinconico, avvocato semidisoccupato, individuo tenero ma tendenzialmente sfigato, filosofo involontario, già protagonista del fortunato “Non avevo capito niente“, precedente successo di questo protagonista della narrativa italiana.
“Gli avvocati”, esordisce De Silva “vengono spesso ritratti in letteratura, ma anche nel cinema o nella fiction, come delle figure vincenti, sono personaggi affermati, di successo, io volevo invece raccontare la triste realtà di alcune libere professioni nel nostro paese, i cui protagonosti sono tutt’altro che figure vincenti”.
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“Lezioni di scrittura creativa”, Gotham Writers’ Workshop, Dino Audino editore, 2009 (II ed.).
Vorrei inaugurare questo spazio dedicato alla scrittura creativa con un testo che amo particolarmente “Lezioni di scrittura creativa”.
La mia più importante scoperta, in questo mio percorso verso la scrittura creativa è stata, senza dubbio, quella dell’esistenza del Gotham Writers’ Workshop.
Il Gotham Writers’ Workshop è la principale scuola di scrittura creativa americana.
“Lezioni di scrittura creativa” (Dino Audino Editore, II edizione 2009) consiste in una raccolta di insegnamenti della scuola newyorkese le cui lezioni sono seguite da migliaia di aspiranti scrittori, che grazie a Internet “frequentano” le lezioni da più di 60 paesi nel mondo. Continue reading “Lezioni di scrittura creativa” »
” Eva Luna “, Isabel Allende, Feltrinelli 2009 (romanzo del 1987).
Una costellazione ricchissima di personaggi in cui la protagonista, Eva Luna, si imbatte e le cui vite sembrano offrirsi ai suoi occhi come scenario di una nuova avvincente narrazione.
Attraverso lo sguardo di una bambina e le sue anticipazioni di narratrice adulta, Isabel Allende accompagna il lettore in un mondo in cui le crude dinamiche sociali si intrecciano con gli spazi biografici di personaggi, bizzarri e carismatici, che entrano in maniera quasi sempre casuale nella vita di Eva Luna e ne escono lasciando una scia indelebile nella memoria. Continue reading “Isabel Allende: Eva Luna” »
“Non avevo capito niente”, Diego De Silva, Einaudi, 2007.
Attraverso l’uso di titoli alquanto improbabili, De Silva offre al lettore, all’ inizio di ogni capitolo, un’ironica sintesi di quello in cui si imbatterà.
Con un realismo sferzante, alternato da una narrazione cruda e vivace, De Silva propone al lettore una vetrina di personaggi ai quali affida l’ingrato compito di suscitare nel protagonista, Vincenzo Malinconico, profonde e scoraggianti riflessione di carattere esistenziale. Continue reading “Diego De Silva: Non avevo capito niente” »
“Indignazione”, Philip Roth, Einaudi, 2009
1952. Marcus Messner è un soldato americano ferito durante gli ultimi rintocchi della guerra di Corea. Mentre la morfina assolve al delicato compito di attenuare il dolore che lo dilania, Marcus volge lo sguardo indietro e sceglie la propria memoria come strumento di trasmissione di un complesso groviglio di stati d’animo, intervallato, ma mai dipanato, da una sequenza chiara e lineare di eventi.
Quando nell’anno 1951 scoppia la guerra di Corea, Marcus Messner, figlio ventenne di un macellaio ebreo, decide di lasciare il suo college nel New Jersey e di frequenare il Winesburg college nell’Ohio, per salvarsi dalle ansie sempre più ingombranti del proprio padre ed emanciparsi dal tessuto culturale di appartenenza. Continue reading “Philip Roth: Indignazione” »

